Cerimonia di avvio lavori Nuovo Ospedale "San Marco" - 5 dicembre 2008

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AVVIO LAVORI NUOVO OSPEDALE SAM MARCO E CENTRO DI ECCELLENZA ORTOPEDICO

Presenti alla cerimonia il presidente della Regione Lombardo e l'assessore alla Sanità Russo. La nuova struttura, che dovrebbe essere ultimata nell'ottobre 2011, sostituirà il vecchio "Vittorio Emanuele"


Il saluto del Direttore Generale Dr Ambrogio Mazzeo

Desidero volgere anzitutto un cordiale saluto e ringraziamento alle Autorità oggi convenute, ed in particolare al Presidente della Regione Siciliana, on.le Raffaele Lombardo, al Sottosegretario di Stato Prof. Ferruccio Fazio, all’Assessore Regionale alla Sanità Dott. Massimo Russo, al Presidente della Provincia di Catania, on.le Giuseppe Castiglione.

Ringrazio e saluto inoltre tutte le autorità civili, militari e religiose, delegazioni parlamentari, il Rettore dell’Università di Catania, il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, rappresentanti degli Ordini professionali, delle associazioni di volontariato e di tutela degli utenti e delle organizzazioni sindacali.

Un saluto va infine a tutti quanti sono oggi presenti a questo evento.

Lavori Nuovo ospedale SAN MARCO

Quella di oggi è una data importante per la nostra città e per l’intera Regione poiché si pongono finalmente le basi per completare l’assetto della sanità catanese attraverso un’opera che costituirà un centro di riferimento per la provincia di Catania nonché per l’intera Regione.

I lavori che vengono ad essere avviati interessano un’opera che ha vissuto un lungo e travagliato iter e che in certi momenti sembrava destinata a non poter mai vedere la luce. L’ipotesi di ammodernamento degli Ospedali oggi sede dell’Azienda Vittorio Emanuele, come tutti sapete, inizia nella seconda metà degli anni ‘80 quando nell’ambito di un processo di riqualificazione della città veniva programmata la costruzione di tre grandi strutture ospedaliere collegate con le grandi arterie di comunicazione.

Da allora la sanità ha visto importanti modificazioni con l’avvio della riforma sanitaria, l’aziendalizzazione delle strutture, l’imperativo di razionalizzare la spesa e di erogare prestazioni secondo principi di efficacia, efficienza ed appropriatezza.

Di fronte a tali mutati scenari l’Azienda, che è la naturale prosecuzione di attività sanitarie avviate nel XIV secolo, ha dovuto affrontare nuove e importanti sfide volte ad assecondare i bisogni legati alla tutela della salute attraverso l’offerta di servizi e strutture con elevati standard qualitativi. Sono stati nel recente periodo realizzati interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico che hanno interessato tutti i presidi ospedalieri dell’azienda e che hanno radicalmente cambiato il volto di storiche strutture edificate nella seconda metà 1800.

Aver messo in sicurezza reparti e servizi e aver acquisito tecnologie moderne e innovative non ha tuttavia permesso di accantonare il progetto di una nuova sede degli ospedali dell’Azienda, poiché è evidente che gli attuali quattro presidi ospedalieri, edificati a padiglioni separati e situati in pieno centro storico, non risultano facilmente accessibili in tempi rapidi e non si adattano ad una gestione moderna ed efficiente dell’assistenza basata sui bisogni dei pazienti.

Per tale ragione, e anche sulla leva dell’importante accordo di programma siglato nell’aprile 2002 tra Regione Siciliana, Ministero della Salute e Ministero dell’Economia che prevedeva la riqualificazione dell’assistenza ospedaliera attraverso la costruzione di tre Centri di Eccellenza, si è proceduto ad avviare una procedura di gara, prima con le modalità del project financing e successivamente con quelle dell’appalto concorso che ci ha permesso di individuare oggi un contraente che potrà realizzare l’intera opera in soli 38 mesi.

La costruzione del Nuovo Ospedale San Marco e del Centro di Eccellenza Ortopedico rappresenta un’importante occasione per riuscire a cogliere le straordinarie evoluzioni del modello di assistenza ospedaliera e conseguire parimenti gli obiettivi del Piano di Contenimento e Riqualificazione che prevedono una revisione della rete ospedaliera ed interventi per ridurre il ricorso alla mobilità sanitaria extraregionale.

La nuova sede ospedaliera di cui oggi si avviano i lavori, vuole per questo assumere un volto diverso puntando ad una struttura che non replica quella progettata negli anni ’90, ideata secondo un modello di assistenza ospedalocentrica, ma che al contrario punta a realizzare un ospedale ad elevato contenuto tecnologico ed assistenziale dove siano coniugabili efficienza, qualità, sicurezza, accoglienza, umanizzazione, integrazione con il territorio, didattica, formazione e ricerca scientifica che contribuiscono a raggiungere l’eccellenza e la buona pratica in Sanità, consentendo anche di proseguire e rinsaldare un rapporto fecondo con l’Università di Catania per lo svolgimento di funzioni di insegnamento universitario esercitate negli scorsi secoli dall’Ospedale San Marco fin dalla fondazione del Syculorum Gimnasium.

Preme sottolineare che l’Azienda ha assecondato già dalla predisposizione del Capitolato prestazionale, redatto alla fine del 2005, gli indirizzi in tema di posti letto che successivamente lo stesso Piano di Contenimento e Riqualificazione avrebbe dettato e oggi, con un numero di 560 posti letto, severamente ridotto rispetto ai 1229 attivi fino a qualche anno fa, anticipa le stesse nuove direttive di Piano risultando così allineata ai parametri attuali.

Con la nuova struttura si vuole in particolare realizzare un sistema non centrato sulle specializzazioni, ma sul paziente, che sia aperto con il territorio, in grado di rispondere in modo efficace ai bisogni sanitari, grazie anche al supporto della medicina translazionale, delle biotecnologie e della genomica.

L’Ospedale San Marco sarà così un grande contenitore di quello che oggi è l’insieme degli ospedali Vittorio Emanuele, Ferrarotto, Santa Marta, per i quali la programmazione non prevede future destinazioni sanitarie, che confluendo in un unico complesso ospedaliero potranno di nuovo dare origine al più antico e prestigioso ospedale di Catania che ha accompagnato per secoli sviluppo e vicissitudini della Città.

Permettetemi a questo punto alcune considerazioni personali sul percorso non agevole, se non complesso e contraddittorio, che abbiamo vissuto in questi ultimi anni e che si completa quest’oggi con questo incontro.

La strada che abbiamo intrapreso ha avuto più volte momenti di arresto, a volte quasi di scoramento; spesso gli eventi ci hanno costretto a ritornare indietro e ricominciare daccapo. Come nel caso del project financing che ha costituito per l’Azienda un laboratorio di idee che ci ha visto far parte di un gruppo di lavoro con il Ministero della Salute per individuare e condividere le soluzioni più ottimali e più vantaggiose per finanziare questa importante opera. L’esito non favorevole della procedura da noi avviata ci ha indotto a riconsiderare la fattibilità di tale scelta indirizzandoci invece verso quella dell’appalto-concorso. E’ certamente dovuto all’iniziativa politica dell’On.le Pistorio il riavvio del progetto dell’Ospedale San Marco in un momento difficile in cui il tutto sembrava dovesse rimanere un semplice castello di idee non destinato a materializzarsi.

E invece lo strenue impegno di quanti hanno creduto all’importanza di quest’opera ci ha spinto a riprendere la strada con nuovo slancio, a costruire, euro su euro, il monte finanziamento necessario per realizzare l’opera in maniera ottimale attingendo risorse da tutte le possibili fonti di finanziamento riscontrando, e di ciò va dato il più ampio merito, il favorevole parere delle istituzioni coinvolte, prime tra tutte Ministero della Salute e dell’Economia ed Assessorato Regionale alla Sanità.

Le risorse resesi disponibili ci hanno permesso di progettare un’opera che senza perdere gli aspetti più qualificanti del progetto iniziale consentiva di realizzare un complesso ospedaliero di 560 posti letto con una forte contrazione rispetto ai 1229 posti letto attivi alcuni anni fa ed agli 800 progettati con il project financing.

Credere in un ospedale moderno con pochi posti letto fu per noi una scelta coraggiosa, incompresa allora da coloro che avevano come riferimento i grandi ospedali del passato da migliaia di posti letto.

In un momento in cui il baricentro dell’assistenza si sposta verso il territorio, l’Ospedale deve riuscire a mutare la propria mission assurgendo un ruolo di punto di riferimento della rete e non più di mero erogatore di prestazioni erogabili anche altrove.

Oggi che il Piano di Rientro porta a ricercare nuovi scenari di funzionamento della rete sanitaria, è ben chiara la bontà del progetto cui abbiamo creduto perché questo ospedale nel corso dei secoli con le sue migrazioni ha avuto la forza di rinascere e risollevarsi da situazioni di crisi fin da quando era situato nella piazza Duomo della città e, costretto a trasferirsi nel convento S. Lucia, ha affrontato il terremoto del 1693 trasferendosi prima in Piazza Stesicoro nel palazzo Tezzano e poi, in un momento di declino, nella Chiusa del Tindaro da dove si accinge ora a questa nuova ultima migrazione.